FICUS CARICA – “Fico”

FAMIGLIA

Moracee

ORIGINE

L’epiteto specifico carica fa riferimento alle sue origini che vengono fatte risalire alla Caria, regione dell’Asia Minore. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Palestina ed Egitto, da cui si diffuse successivamente in tutto il bacino del Mediterraneo. Se per definizione è detto “Fico Mediterraneo”, si considera originario e comune delle regioni delle aree meridionali caucasiche, e del Bassopiano turanico meridionale.

COLTIVAZIONE

Il Ficus carica gradisce climi caldi non umidi, si adatta a qualunque tipo di terreno purché sciolto e ben drenato, non tollera a lungo temperature inferiori ai −10, −12 °C, è peraltro da considerare che la resistenza al freddo è fortemente condizionata dalla maturazione del legno, cioè dalla trasformazione dei rami succulenti ed erbacei in legno compatto, disidratato e soprattutto ricco di resine ed amidi che sono eccellenti antigelo, (naturalmente tali accumuli, che possono essere determinanti per la resistenza al freddo, si hanno con estese insolazioni estive), enormi differenze si verificano con piante giovani, succulente ed in intensa crescita dovuta ad eccesso di umidità nel suolo, o per eccesso di concimazione, dove danni gravi si possono avere anche a −5°, −8 °C, e piante adulte in siti poveri di acqua e soleggiati, dove queste ultime hanno mostrato resistenze senza gravi problemi a temperature di −17, −18 °C, ma, in casi particolari di ottimale maturazione del legno e suolo ben disidratato, con microclima locale particolarmente favorevole, e per particolari varietà, anche a temperature inferiori. La potatura si limita ad interventi invernali di eliminazione di rami mal disposti o danneggiati.

FIORITURA

Luglio – Agosto

UTILIZZO

Il lattice di fico è stato usato in passato per far cagliare il latte nella produzione di formaggi artigianali e spesso veniva aggiunto al tuorlo d’uovo nella preparazione del legante per la tempera all’uovo, come riportato da Cennino Cennini nel suo celebre trattato. Le gemme fresche, grazie agli enzimi digestivi contenuti, regolarizzano la motilità e la secrezione gastroduodenale, soprattutto in soggetti con reazioni psicosomatiche a livello gastrointestinale. Le foglie, raccolte da maggio ad agosto e fatte essiccare lentamente, hanno proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie, espettoranti e digestive. Il lattice che sgorga dai tagli di frutti immaturi, parti verdi e giovani rametti contiene amilasi e proteasi, viene applicato per uso esterno per eliminare calli e verruche, per l’azione caustica e proteolitica; va usato con cautela: è ustionante ed irritante per la pelle; è pericolosa l’applicazione su grandi superfici, ed è molto pericolosa la esposizione delle superfici, trattate e quindi irritate, alla radiazione solare. I frutti freschi assunti in quantità hanno un effetto lassativo. I frutti essiccati, ricchi di vitamine A e B, proteine, zuccheri e sali minerali, hanno proprietà emollienti, espettoranti e lassative.

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